QUELLO CHE LE STATISTICHE UFFICIALI NON DICONO

I recenti fatti di cronaca che hanno evidenziato lo stato critico delle nostre infrastrutture stradali ci riporta al drammatico problema della sicurezza. Questa è dovuta ad un tripode: il primo caposaldo è il livello delle infrastrutture, che dipende da numerosi fattori socio-economici e non può prescindere dal mercato del lavoro, dai livelli di occupazione, ripartiti in grandi macroaree Nord-Centro-Sud. Il secondo caposaldo è la qualità del prodotto automobilistico, in progressiva tendenza qualitativa anche nel nostro paese, con un’evoluzione tecnologica di buon livello circa la sicurezza attiva e passiva. Il tutto malgrado l’attuale crisi delle Compagnie. Infatti solo un’Industria evoluta potrà fornire risposte concrete al mercato ed al consumatore. Resta poi il terzo caposaldo, la qualità del guidatore, la sua idoneità psico-fisica che sono oggetto di ricerche-pilota in Germania ed Italia, grazie al nostro European Group On Vehicle Air  Quality.

Circa il primo caposaldo, la validità infrastrutturale, siamo da capo a132 come direbbero a Napoli

I dati emersi dal recente volume “Fisiologia Clinica alla guida”, PICCIN editore, 2015 e dal più datato volume ( si sapeva anche allora badate!)”Fattori biodinamici in auto” (Ferrara et al., 2008) interpretano i sinistri, sotto il profilo del rapporto numero di feriti/ numero dei decessi, definito indice di sopravvivenza.

Macro Aree & Sicurezza Stradale

(indice di sopravvivenza feriti/ decessi)

L’indice di sopravvivenza è il rapporto tra feriti e decessi sulle strade (I.S.). Le tabelle seguenti segnalano una proporzione diretta tra tale indice ed aree ad alta densità popolativa ed automobilistica come Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio.

Ciò significa che, se è pur vero che in quelle aree sono più frequenti gli incidenti, è anche vero che risultano meno mortali rispetto ad aree povere di infrastrutture. Ad esempio in Sardegna e Puglia,malgrado il numero di incidenti appaia basso,l’indice di sopravvivenza è tra i più sconfortanti. La TABELLA 1-14 indica l’indice di sopravvivenza per macroaree regionali (Nord, Centro, Sud e Isole).

TABELLA 1-14

NORD (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia

50.7

CENTRO (Marche, Lazio, Toscana, Abruzzo, Umbria)

54.3

SUD (Campania Puglia, Molise, Basilicata)

39.7

ISOLE

43.7

 

TABELLA 1-15

Puglia

32.7

Sardegna

34,1

Veneto

42.5

Piemonte

43

Emilia Romagna

44.4

Campania

46.8

Sicilia

53.4

Toscana

54

Lazio

54.3

Marche

55

Lombardia

72

 

Da questa classifica si evince che lo stato delle infrastrutture gioca un ruolo affatto dominante. Le regioni a più bassa sopravvivenza sono quelle dotate di minore numero di kilometri di autostrada e strade statali (vedi Sardegna e Puglia). Ma ci chiediamo se, oltre all’aspetto quantitativo, non giochino altri fattori come la tipologie delle strade e la loro manutenzione.

Malgrado la maggiore densità di popolazione, Lazio e Lombardia presentano il più basso numero di decessi sulle strade, in virtù sia della maggiore rete stradale e dei maggiori controlli di cui godono le grandi metropoli, Roma e Milano, TABELLA 1-15.

Ne deriva una relativa sofferenza per il territorio che risulta più falcidiato dal numero dei decessi. Se si compara poi la media dell’Indice di Sopravvivenza al Centro Nord (52.3) rispetto al Sud e le Isole (41.7) si osserva una significativa discrepanza, nel segno di un deficit infrastrutturale e forse anche culturale che divide in due il Paese anche sotto questo profilo.

 

Fonti

 “Fattori biodinamici in auto” Agorà, Lumieres Internationales, Lugano 2008

“ Fisiologia Clinica alla guida”, a cura di Aldo Ferrara, Piccin, PD, 2015-04-14.Cap. 1 La insicurezza stradale in Italia, pagg. 24 e 25

Il calcolo dell’indice di sopravvivenza, cfr pagine del Volume, segnala quanto lo stato delle infrastrutture sia importante ai fini del determinismo e poi sopravvivenza in caso di incidente stradale. I numeri indicano che il rapporto tra frequenza degli incidenti e numero di decessi è in rapporto inverso alla latitudine. Così si assiste ad un aumento di decessi, a parità di frequenza incidentistica, man mano che ci si sposta sulla rete stradale del meridione. Ciò conferma da un lato lo stato precario delle infrastrutture ma soprattutto dall’altro indica quanto questa condizione possa essere determinante nella genesi e quindi nella prevenzione del crash.

Dal Volume “ Fisiologia Clinica alla guida”, Cap. I Insicureza stradale , A. Ferrara, PICCIN, Padova, 2015